Ma
come si distingue una Marenna da un semplice panino? Ecco un decalogo
che sintetizza l’arte di mettere l’amore in mezzo al pane per farcelo
portare allo stadio:
1) La Mamma Napoletana considera sempre il
figlio “O guaglión” anche quando lei ha 90 anni e lui 70 e sa che “‘O
guaglión’ adda magnà na còsa ‘e sustanza“.
2) La Mamma Napoletana
sa che una marenna deve avere un giusto bilanciamento di carboidrati,
proteine, zuccheri e grassi, il tutto nelle quantità necessarie alla
dieta settimanale di un nuotatore olimpico.
3) La Mamma Napoletana,
se vede un amico del figlio senza marenna, fa lo sguardo pietoso delle
VIP che parlano dei bambini del terzo mondo o dei cani abbandonati e
PROVVEDE LEI.
4) La Mamma
Napoletana non prepara un panino ma un pasto completo contornato da
pane. La marenna è una struttura unica, il pane armonizza il tutto
assorbendo le essenze senza mai imporparsi troppo, rimanendo morbido
senza spugnarsi.
5) La Mamma Napoletana conosce tre formati:
sfilatino, rosetta grande e palatone, scavato al massimo nelle varianti
demollicate. Non produce nulla al di sotto di questi tre formati.
6) La Mamma Napoletana ricorre raramente ai salumi e, se lo fa, si scusa con il figlio e si sente in colpa per una settimana.
7) La Mamma Napoletana mette prima uno strato di carta d’argento per
mantenere caldo e fragrante il panino, poi uno di fazzolettini per
assorbire l’ eventuale inzevamento e poi uno di cellophan per evitare
che l’inzevamento raggiunga il resto della borsa: è la Mamma Napoletana
che ha inventato il Tetrapack.
8) La Mamma Napoletana non
riproporrà mai al figlio una marenna preparata in occasione di una
sconfitta e per le partite importanti prepara la marenna delle vittorie
importanti; conosce il valore apotropaico della marenna e sa che il
destino del Napoli passa anche dalle sue mani.
9) La Mamma Napoletana mette sempre un frutto vicino alla marenna perchè “acconcia a vocc’ “.
10) La Mamma Napoletana, al ritorno dalla partita, ti accoglie con due
domande: “c‘ha fatt’ o Napule?” e “t’è piaciut’ a marenna?” e in caso di
risultato sgradevole la domanda si trasforma in un: “Però t’è cunzulato
cu chella bella marenna!”.
5) La Mamma Napoletana conosce tre formati: sfilatino, rosetta grande e palatone, scavato al massimo nelle varianti demollicate. Non produce nulla al di sotto di questi tre formati.
6) La Mamma Napoletana ricorre raramente ai salumi e, se lo fa, si scusa con il figlio e si sente in colpa per una settimana.
7) La Mamma Napoletana mette prima uno strato di carta d’argento per mantenere caldo e fragrante il panino, poi uno di fazzolettini per assorbire l’ eventuale inzevamento e poi uno di cellophan per evitare che l’inzevamento raggiunga il resto della borsa: è la Mamma Napoletana che ha inventato il Tetrapack.
8) La Mamma Napoletana non riproporrà mai al figlio una marenna preparata in occasione di una sconfitta e per le partite importanti prepara la marenna delle vittorie importanti; conosce il valore apotropaico della marenna e sa che il destino del Napoli passa anche dalle sue mani.
9) La Mamma Napoletana mette sempre un frutto vicino alla marenna perchè “acconcia a vocc’ “.
10) La Mamma Napoletana, al ritorno dalla partita, ti accoglie con due domande: “c‘ha fatt’ o Napule?” e “t’è piaciut’ a marenna?” e in caso di risultato sgradevole la domanda si trasforma in un: “Però t’è cunzulato cu chella bella marenna!”.






